Azienda

 

L’azienda è situata sulle colline apuo-versiliesi, nonché sul cammino della Via Francigena, percorsa ogni giorno da pellegrini di svariate nazionalità; si estende su una collina con superficie di circa 2 ettari. E’ composta da vigneto, oliveto ed abitazione dei produttori con cantina.

La vigna esposta verso levante-mezzogiorno, è caratterizzata da un’ottima esposizione al sole durante tutto l’arco della giornata e ciò favorisce un’ottima maturazione delle uve; un contributo viene dato anche dai rivestimenti in granito e marmo che ricoprono ogni terrazzamento,immagazzinando il calore del sole e rilasciandolo durante la notte e servono anche a rallentare la crescita dell’erba;vennero ideati dal creatore dell’azienda Sem Ghelardini, artigiano scultore originario di Pietrasanta, ma famoso in tutto il mondo, che vantò collaborazioni con artisti importanti come Henry Moore; ogni pezzo di questo materiale è stato modellato a mano e disposto nel vigneto, creando così una sorta di mosaico colorato.

L’idea di azienda è stata portata avanti dai tre figli di Sem: Pierangelo (che si occupato anche della gestione del laboratorio di scultura del padre), Marco Antonio e Massimiliano; quest’ultimo ne ha fatta la sua principale attività, incrementandola con l’allevamento di animali da cortile, mantenendo le vecchie tradizioni contadine di utilizzo di sole materie naturali per allevamento e coltivazione. A seguito della prematura scomparsa di Massimiliano, la compagna Marina e la figlia Martina hanno preso in mano la gestione dell’azienda ed organizzano visite guidate e degustazioni dei loro prodotti.

Il nome dell’azienda deriva dalla vicinanza al Castello Aghinolfi, simbolo del Comune di Montignoso, poiché il terreno sul quale si trova il vigneto si dice fosse un feudo appartenente al castello. “Ghelardini” è invece il cognome della famiglia fondatrice dell’azienda.

Anche il simbolo che compare sulle etichette del vino prodotto ha un forte legame col concetto di feudo, poiché raffigura un’immagine riportata sulla seconda pagina del “Trattato sulla Falconeria” di Federico II di Svevia conservata tutt’ oggi nella Biblioteca Universitaria di Bologna. L’immagine è stata scelta sia per il concetto di feudo che per la presenza di molti rapaci nella zona, che quindi riportano alla mente la falconeria.

Sia il vigneto che l’oliveto vengono gestiti interamente a mano, potati e concimati; per la raccolta delle olive vengono impiegati rastrelli, cogliendo al massimo per 3 giorni e frangendo per avere olio con caratteristiche di extravergine; la vendemmia invece viene svolta nell’arco di una giornata, anch’essa completamente a mano senza ausilio di macchinari; le viti vengono legate a forma di archetto.
Azienda Maggio 16, 2019